Per incominciare, e’ importante sapere che qui’ in Peru’ un fenomeno che sta prendendo sempre piu’ piede, soprattutto a partire dell’inizio degli anni del terrorismo, e’ la progressiva fuga dei giovani dai paesi della sierra per raggiungere la costa e la capitale Lima. Questo fenomeno ha portato alla crescita della capitale peruviana, che negli anni 30’ del novecento contava poco piu’ di mezzo milione di persone e che ora ne conta invece 12 milioni.

Proprio per questo motivo ho deciso di intervistare David, un ragazzo di 21 anni, che ha deciso, nonostante vivesse in una grande citta’, la piu’ importante del Peru’ (LIMA), di lasciare l’universita’ a pochi mesi dal termine e di spostarsi in un piccolo villaggio sulle pendici delle Ande Peruviane, Pampacangallo. Qui’, dove viveva la sua famiglia prima che decidesse di rifugiarsi sulla costa a causa del terrorismo, ha deciso di iniziare un nuovo percorso di studi per coronare il suo sogno, aprire un’azienda produttrice di formaggio. Qualcosa che per molti potrebbe sembrare non logico, come lasciare una citta’ ricca di possibilita’ e occasioni per spostarsi in un paesino sperduto nella sierra, per lui e’ stata una boccata di ossigeno dopo un capitolo nero della sua vita.

“Come ti chiami e quanti anni hai?”

Mi chiamo David Belarte e ho 21 anni.

“Da dove vieni?”

Io sono nato a Lima. I genitori di mia madre sono della regione di Ayacucho, da dove sono scappati dal momento che i terroristi volevano ammazzare mio nonno, e quelli di mio padre sono di Arequipa.

 “Che lavoro svolgeva la tua famiglia?”

Quando nacqui loro svolgevano dei lavori occassionali. Mia madre lavorava di giorno e mio padre di notte cosi’ potevano sempre tenermi d’occhio.

Mia madre durante la scuola secondaria imparo’ a tagliare i capelli. Dopo aver risparmiato il piu’ possibile per dieci anni decisero, percio’, di aprire un parrucchiere a Miraflores, il quartiere piu’ lussuoso di Lima.

I primi anni furono molto difficili dal punto di vista lavorativo ma i seguenti furono un successo. Questo porto’ la mia famiglia ad avere bisogno di personale e ad assumere 12 persone e aprire un altro negozio a Cusco.

“Cosa hai studiato?”

Il periodo scolastico fu molto difficile per me perche’ in pochi anni cambiai sei volte scuola. I cambi avvenivano a pari passo della crescita economica della mia famiglia che quindi decideva di mandarmi in una scuola sempre piu’ prestigiosa. Patii molto questo perche’ ero molto timido e facevo molta fatica a conoscere le persone e di certo cambiare scuola quasi ogni anno non aiutava.

All’universita’ ho studiato Amministration empresarial y negotios international. Andai avanti a studiare fino al sesto semestre dopo il quale lasciai tutto.

“Ti mancavano soltanto pochi anni per laurearti! Perche’ hai lasciato l’universita’?”

In quel periodo studiavo e allo stesso tempo lavoravo part-time in un cinema. Il fatto che riuscissi a guadagnare senza possedere un particolare titolo di studio mi aveva fatto riflettere. In quegli anni mio padre era scappato di casa con quella che all’epoca era la sua amante lasciando me, mia madre e i mei tre fratelli piccoli da soli. Mia madre, per questo, cadde in depressione e in questo periodo io dovetti svolgere il ruolo di padre, sostenendo la mia famiglia.

Con il passare del tempo, a causa dell’aggravarsi della mia situazione famigliare, iniziai a prendere la brutta abitudine, uscito dall’universita’, di iniziare a bere alcolici in un locale li’ vicino. In pochi mesi spesi i pochi soldi che avevo risparmiato e iniziai, sempre piu’, a rendermi conto di come questa condizione fosse mentalmente e fisicamente insostenibile.

Fu un momento terribile perche’ mia madre trascuro’ il lavoro e in pochi anni ci ritrovammo pieni di debiti tanto da doverci spostare nell’entroterra, dove la vita era molto piu’ economica.

“Che lavori hai fatto dopo aver lasciato l’universita’?

Lavorai prima in un cinema e poi in un’azienda chimico farmaceutica.

“Quindi ti sei poi spostato a Pampacangallo? Cosa ti ha spinto a lasciare la citta’?

In quel periodo mi trovavo emotivamente a pezzi e non avevo niente da perdere nel lasciare Lima. Poche settimane prima della partenza mia nonna mori’ e la mia famiglia, visto che non stavo studiando, mi chiese se fossi potuto andare a Pampacangallo per tenere compagnia a mio nonno. Preparai tutto e partii.

“Come furono i primi mesi a Pampa?”

Furono davvero tosti perche’ iniziai a lavorare nel campo come agricoltore. Venendo dalla citta’ e non essendo abituato a questi ritmi di lavoro i primi giorni facevo fatica ad arrivare a fine giornata ma poi mi abituai.

Quando andavo a lavorare passavo qualche minuto a parlare con una ragazza, di nome Marlene, anche lei era di Lima e anche lei aveva lasciato tutto per venire qua. L’avevo vista per la prima volta in chiesa durante la messa per la morte di mia nonna.

“Com’e’ andata avanti la storia?”

Dopo qualche mese di frequentazione ci fidanzammo e quello fu un momento spartiacque per la mia vita. A partire dal quel giorno sono cambiato e ho iniziato a lavorare sodo.

Trovandosi anche lei nella mia stessa situazione decidemmo, con i soldi risparmiati, di aprire un negozio in paese e lavorare insieme.

“In questi anni che lavori avete svolto?”

Abbiamo iniziato vendendo nel nostro negozio hot dogs e anticucio (cuore di vacca in salsa di pomodoro). Successivamente, iniziammo a vendere nel bar della scuola secondaria locale. Con il denaro risparmiato da questa ultima attivita’ decidemmo di seminare mais e quinoa, scelta che si verifico sbagliata dal momento che perdemmo tutti i soldi a causa di una tempesta che si scaglio’ nella regione in quella stagione.

“Ora stai studiando nell’ Istituto alimentare di Pampacangallo, giusto? Come hai fatto ad arrivare li’ e a decidere di riiniziare a studiare?”

Con Marlene, dopo un momento di riflessione, avevamo deciso di aprire una panetteria perche’ in paese non ce ne erano. Il problema era che  ne’ io e ne’ lei sapevamo come fare il pane. Decisi, quindi’, di andare a Huamanga (il capoluogo della regione di Ayacucho) dove cercai lavoro in una panetteria cosi’ da imparare l’arte del pane. Tutte quelle in cui andai a chiedere mi dissero di no e grazie all’ultima venni a sapere dell’esistenza di una scuola a Pampacangallo dove, tra le altre cose, insegnavano come fare il pane.

Io e Marlene decidemmo quindi di ricominciare a studiare cosi’ da far avverare il nostro sogno iniziale, quello di aprire una panetteria.

“Ora oltre a studiare stai lavorando?”

Si’, la mattina mi sveglio alle 4/5 del mattino e dopo aver fatto colazione vado a lezione. Nel pomeriggio lavoro in un’azienda di formaggio, dove insegno ai lavoratori come eseguire i processi di produzione del formaggio in modo corretto, cosi’ da mantenermi economicamente e allo stesso tempo fare esperienza.

“Come ti stai sentendo in questo periodo?”

Mi sento piu’ felice e soddisfatto di quando stavo a Lima. Sicuramente ha aiutato il ristabilirsi della mia situazione famigliare con il ritorno a casa di mio padre,  che inisieme a mia madre ha iniziato a sistemare la situazione lavorativa. So che il rapporto fra i due non potra’ mai piu’ tornare come quello di una volta ma nonostante cio’ mi sento piu’ rilassato.

Nonostante i primi mesi siano stati tosti ora sono sempre piu’ motivato ad andare avanti con lo studio e a raggiungere il mio sogno.

“Qual’e’ il sogno per il tuo futuro?”

Il mio sogno sarebbe essere ricordato per aver fatto qualcosa di buono. Adesso il mio sogno sarebbe quello di aprire una azienda che produce formaggio e con quella riuscire a mantenere la mia famiglia.

Pampacangallo, 7 ottobre 2019

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