Tra poco finalmente si riparte! Dopo quasi dieci lunghi mesi fermo a studiare è arrivato il tanto atteso momento di “fare altro”.

Questa volta non sarà un viaggio a piedi ma bensì in bicicletta. Dopo aver trascorso l’estate passata a camminare in lungo e in largo per la penisola italiana percorrendo un totale di 1200 Km, è giunto il momento di cambiare mantenendo, però, la costante “avventura”.

L’obbiettivo, perciò, è di raggiungere partendo da casa mia, Milano, l’estremo ovest della penisola Iberica per poi scendere verso Lisbona. Un totale di almeno 3000 Km da percorrere in bici in 30 giorni attraversando Francia, Spagna e Portogallo e seguendo per una buona parte del percorso il Cammino di Santiago (quello francese e quello portoghese).

Per rendere il viaggio il più economico possibile e, allo stesso tempo, stimolante e interessante viaggerò con tutto il necessario per il campeggio: dalla tenda al fornellino. L’obbiettivo è di campeggiare il più possibile e, se questo non sarà sempre possibile, cercare ospitalità con couchsurfing o andare in ostelli.

A non facilitarmi le cose si aggiunge il fatto che questo sia il mio primo vero e proprio viaggio in bici e che io sappia poco o niente riguardo le biciclette. Il mio più lungo viaggio è stato quello di quasi un anno fa quando raggiunsi Forlì partendo da Milano. Un viaggio relativamente breve, 430 Km, e confortevole, visto che non ho dormito in tenda. Per questi motivi il condizionale e’ d’obbligo, potrei raggiungere Lisbona o, invece, potrei fermarmi prima.

Questo e’ un viaggio mosso dalla voglia di continuare a mettersi in gioco e di “scappare” dalla monotonia. Allontanarsi dalla routine senza fine della quotidianità’ per ritrovarsi di giorno, a vedere luoghi e persone mai viste prima, e di notte, poco prima di chiudere gli occhi, a programmare il giorno successivo: quanti chilometri fare, il dislivello, le soste e dove fermarsi a dormire.

Tutta questa programmazione, fatica ma anche soddisfazione e’ ciò che più di tutto mi fa sentire vivo, “artefice” del mio destino e, soprattutto, del mio viaggio.

Poi, qualora arrivassi a Lisbona si aggiungerebbe un altro problema: “come riportare la bici a casa?”. Uno dei tanti interrogativi di questo viaggio che, a mano a mano che mi avvicinerò alla meta, si farà più chiaro.

Come ho sperimentato fin troppe volte negli ultimi due anni, tutto è un’incognita e, perciò, non vale la pena prestarci troppa attenzione.

Buen camino!

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